martedì 16 dicembre 2008

"Rivugghio" cittadino...Tutt'è buono e benedetto!

Quando il palermitano usa la parola rivugghio sono cavoli!
'U rivugghio letteralmente è il ribollire, ma il suo significato, colarato degli umori della Città, è davvero difficile da rendere a chi della Città è estraneo.
Rivugghio indica un moto esasperato, un'attività spasmodica, una mistura di bene e male.
Il rivugghio parte dal silenzio e scoppia in un boato.
Il rivugghio lo annusi, non lo vedi, ma se in Città sei abituato a viverci, lo senti.
Oggi nel mio quartiere c'era rivugghio. In tutta la Città (ed anche in altre regioni!) c'era rivugghio!
Sono uscita di casa all'alba oggi e non riuscivo a spiegarmi perchè alle 5.50 del mattino sulla mia testa volavano bassi gli elicotteri...
Quando, tornata a casa, ho fatto la mia tappa virtuale in edicola come ogni mattina, mi sono resa conto...Le prime ore dell'alba sono state lo scenario di una decapitazione.
Cosanostra stava riorganizzando i vertici, cosanostra è stata ancora una volta decapitata: 100 tra fermi e arresti.
Pure il novello capo mandamento del mio quartiere, che sembra periferia tranquilla, dove si sta bene, anche troppo! Nessun episodio spiacevole, mai...Chissà perchè!
Ero a lavoro e lo studio è al terzo piano...Sembrava che gli elicotteri mi si posassero sul balcone! Avevo un desiderio: affaccairmi e stendere uno striscione per tutti gli agenti che stavano sorvolando il mio quartiere...Sono con voi, avrei voluto scriverci su!
Perchè un uomo decapitato cessa istantaneamente di vivere e cosanostra no?

2 commenti:

Mauro Caruso ha detto...

E' bello sentire il ribollire della città in queste giornate in cui vengono tranciati rami rancidi come quelli di oggi.
E' bello sentire che le teste non hanno tempo di ricrescere.

Emanuele ha detto...

Ero all'università e stavo andando da una lezione all'altra. Quegli elicotteri sulla testa, così bassi, mi han fatto impressione.
Sembrava d'essere in guerra... ed in effetti era così.
Arrivato a casa ho scoperto anch'io la bella notizia...
Ciao,
Emanuele